Quando si parla di connessioni cellulari, ci sono tre standard conosciuti in tutto il mondo: 2G, 3G e 4G, ma cosa si intende quando si utilizzano questi acronomi?

Nel 1981 il primo telefono cellulare effettuava solamente una connessione vocale, utilizzando la prima tecnologia nominata 1G.

10 anni dopo le esigenze degli operatori sono aumentati, come anche quelle degli utenti stessi. I telefoni permettevano non solo di chiamare ma anche di inviare dati ed è che arriva la linea 2G GSM, completamente digitale ed attualmente alla base di tutti gli operatori. Offrendo un collegamento alla velocità massima di 250Kbps, permette e permetteva, la ricezione di SMS ed email in piena mobilità senza problemi. La connessione 2G è trasmessa sui 900Mhz e sui 1800Mhz. Nelle aree cittadine gli operatori utilizzano principalmente la banda 1800 che può registrare una maggiore larghezza di banda e più chiamate, mentre nelle aeree rurali, la 900Mhz è quella più usata.

Nel 2000 la connessione 3G inizia a prendere piede. Aumentano le connessioni dati e l’avvento degli smartphone ne favorisce la propagazione. Grazie ad una velocità compresa fra i 500 Kbps e i 2 Mbps agli inizia permetteva di guardare video e scaricare contenuti ad ottime velocità, con il corso del tempo e l’avvento dell’HSPA, ora il 3G è in grado di raggiungere anche i 20Mbps. Il 3G è attualmente trasmesso sulla banda 2100Mhz, in aeree rurali questa frequenza non offre ottimi risultati, proprio per questo molti operatori hanno iniziato ad utilizzare la 900Mhz.

Il 4G – LTE è la connessione che sta prendendo piede in questi ultimi anni. L’Europa sta portando avanti importanti investimenti per favorire il propagarsi di questa nuova connessione, la quale offre attualmente una velocità di trasmissione pari a 10-15 Mbps. Nei prossimi anni è previsto il raggiungimento di una velocità pari a 50Mbps, vi lasciamo immaginare gli utilizzi che si potranno fare con questa velocità di trasferimento in ambiente mobile.